Apicoltura, chiesto lo stato di calamità

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Cala la produzione del miele

Inviata al ministero delle Politiche agricole la richiesta di stato di calamità naturale per il settore apistico. Coinvolti 72 Comuni e 128 aziende per un valore di oltre 1 milione di euro.

A comunicalo è l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Mai. “Nel 2019 il settore dell’apicoltura è stato messo a dura prova. Improvvisi periodi di siccità e di piogge o gelate, hanno fatto ridurre di molto la produzione del miele – spiega -. Un alveare di norma permette di raccogliere tra i 25 e i 30 chili di miele a stagione. Quest’anno si sono registrati risultati inferiori ai 20 chilogrammi, con diversi casi di produzione insufficiente persino per la sola sopravvivenza dell’alveare. Per l’acacia, che rappresenta la prima tipologia di miele per la regione, abbiamo riscontrato un totale azzeramento della produzione. I Comuni per cui è stato richiesto lo stato di calamità naturale, in provincia di Genova sono: Avegno, Campo Ligure, Campomorone, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Fontanigorda, Genova, Masone, Mele, Moconesi, Montoggio, Ne, Orero, Rapallo, Rezzoaglio, Rovegno, San Colombano Certenoli, Santo Stefano d’Aveto, Serra Riccò, Sestri Levante, Tribogna, Zoagli.