Bilancio regionale, approvati odg sui due tunnel, SP, acqua e fondi ASL

Approvati all’unanimità il documento proposto da Limoncini sul tunnel Fontanabuona – Rapallo e quello di Capurro sul tunnel Rapallo – Santa Margherita; passati anche i tre ordini del giorno presentati da Ezio Chiesa: riguardano le strade provinciali 225 e 523, la gestione del servizio idrico nei comuni montani e la ripartizione dei fondi delle ASL.
Il consiglio regionale ha approvato il documento presentato in sessione di Bilancio dal Consigliere Regionale e Capogruppo UDC Marco Limoncini sul Tunnel Fontanabuona – Rapallo. “Abbiamo posto un altro punto fermo sulla nostra infrastruttura” ha commentato Limoncini. A votazione unanime il consiglio ha infatti approvato la conferma dell’impegno a mantenere il finanziamento regionale già stanziato con i fondi FAS di 25 milioni di euro e sarà attivato tavolo locale a carattere istituzionale e permanente con regia regionale di cui faranno parte anche i Comuni, al fine di monitorarne l’iter realizzativo. Il provvedimento impegna il governo regionale anche nell’attuare tutte le iniziative utili per la realizzazione dell’opera, compreso l’inserimento del progetto all’interno dell’accordo sul nodo stradale e autostradale genovese.
E’ stato approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale anche l’ordine del giorno presentato dal consigliere regionale Armando Ezio Capurro in merito al tunnel Rapallo – Santa Margherita, la cui presentazione peraltro aveva già prodotto come risultato la convocazione di un incontro per il giorno 10 gennaio tra l’assessore regionale Paita e i comuni interessati. Capurro coglie l’occasione per criticare l’operato dell’amministrazione: “L’incapacità relazionale di Campodonico con Santa Margherita mi ha costretto a intervenire in via surrogatoria presso la Regione – dichiara il consigliere – lo stesso è avvenuto per la day surgery del nuovo ospedale: l’unica cosa che hanno fatto, purtroppo, Campodonico e Mustorgi è stata la richiesta alla Regione nel 2009 di poter effettuare il massacro degli alberi e del marciapiede di Via Mameli per costruire la terza corsia nella zona Golf”.
Tre sono gli ordini del giorno presentati all’assemblea regionale dal consigliere regionale Ezio Chiesa e rigurdanti il territorio. Il primo concerne il passaggio delle strade Provinciali 225 della Fontanabuona e 523 del Passo di Cento Croci all’ANAS. La maggior parte delle strade prima gestite da ANAS è infatti passata dal 2000 alle province, ma in ragione dei tagli agli enti locali, “il ritorno all’ANAS della SP 225 della Fontanabuona e della SP 523 del Passo di Cento Croci consentirebbe la progettazione e il finanziamento di significative varianti – spiega Chiesa – così da migliorare la sicurezza e la percorribilità delle suddette strade, favorendo la realizzazione del Tunnel Fontanabuona Rapallo e il prolungamento di Viale Kasman”.
Il secondo provvedimento tratta della ripartizione di fondi destinati alle ASL. Il documento parte dalla constatazione che all’AS 4 Chiavarese è stata riconosciuta “storicamente una quota capitaria inferiore rispetto alle altre ASL” e che “durante le audizioni della III Commissione del 28 ottobre scorso il Direttore Generale dell’ASL 4 ha auspicato l’aumento della quota capitaria, pena la diminuzione di servizi essenziali e l’impossibilità di far lavorare a pieno regime i tre ospedali del Tigullio”. L’ordine del giorno quindi impegna la giunta regionale affinché a partire dal 2011, anche in considerazione dell’apertura del nuovo polo ospedaliero di Rapallo, si provveda a riequilibrare la quota capitaria tra le Aziende Ospedaliere e gli Enti equiparati della Liguria, “così da mantenere invariati gli standard qualitativi dei servizi erogati alla cittadinanza”. Chiesa ha infine promosso anche un ordine del giorno per porre rimedio alle storture e agli aumenti causati dalla gestione unica integrata dell’acqua nei comuni montani, chiedendo che, su base volontaria, ai comuni sotto ai 5000 abitanti sia affidata nuovamente, anche in forma associata, la gestione del ciclo idrico integrato, “così da restituire alle comunità locali una primaria risorsa da sempre custodita, mantenuta e utilizzata al meglio dalle nostre popolazioni”.






