Caccia al cinghiale fino al 31 gennaio, la Regione spiega i motivi

Caccia al cinghiale fino al 31 gennaio, la Regione spiega i motivi
Prorogata fino al 31 gennaio la caccia al cinghiale

La caccia al cinghiale viene prorogata fino al 31 gennaio. Ad annunciarlo è l’assessore regionale Stefano Mai che dice:

“Proseguirà perché non sono stati raggiunti i contingenti dei capi da abbattere. Ad oggi siamo intorno al 75% gli abbattimenti rispetto al contingente prefissato. Originariamente la chiusura stabilita nel calendario venatorio era al 6 gennaio, tuttavia proseguirà sino al raggiungimento del contingente abbattibile e comunque non oltre 31 di gennaio, come peraltro consentito dalla legge 157/92. Per coloro che sono particolarmente sensibili, ricordo che l’attività venatoria è di carattere conservativo, ossia ogni anno vengono stimati i capi totali presenti sul territorio e vengono definite delle percentuali di abbattimento che comunque garantiscono la conservazione della specie. Per quanto riguarda il cinghiale, oggigiorno constatiamo un forte sovrannumero che sta procurando ingenti danni all’ambiente, alle imprese e ai cittadini. Il settore più colpito è quello agricolo che si trova con danni che possono mettere in ginocchio intere attività. Questa situazione ci ricorda che un ecosistema è sano quando vive in un equilibrio e l’enorme numero di cinghiali presente sta creando un forte squilibrio per tutto l’ambiente”. Mai ricorda che la Regione, attraverso il Programma di sviluppo rurale, finanzia anche le recinzioni dedicate alla difesa da questi animali, per le quali fino al 20 gennaio è attivo un bando da 1 milione di euro e tra qualche settimana ne verrà attivato un secondo per una somma identica”.