“Conti di Lavagna”, rimangono in carcere gli indagati

La polizia in Comune a Lavagna il 20 giugno
La polizia in Comune a Lavagna il 20 giugno
La polizia in Comune a Lavagna il 20 giugno

La Cassazione respinge le richieste di revisione della custodia cautelare per i sospettati di affiliazione alla malavita. Come noto, invece, scaduti i termini, sono in libertà i politici coinvolti nell’indagine.

Rimane la custodia cautelare in carcere, applicata agli indagati nell’ambito dell’inchiesta “Conti di Lavagna”. Non si parla, ovviamente, dei politici coinvolti, per i quali, come noto, i termini sono scaduti da tempo e quindi è tornato in essere un regime di libertà, ma degli indagati accusati di essere affiliati alla criminalità organizzata, tra le famiglie Nucera e Rodà. Il Secolo XIX di questa mattina, infatti, riferisce il pronunciamento della Cassazione, che ha respinto le richieste di alleggerimento dei provvedimenti cautelari in atto, con motivazioni che si allineano con la teoria del pubblico ministero, in base alla quale a Lavagna sarebbe presente una “locale” ‘ndranghetista.