Covid, ripascimenti vietati, peste suina: il momento nero di chi ama boschi e torrenti

Umberto Righi

L’ipotesi di vietare, anche il prossimo anno, le attività nei boschi, in particolare la caccia, per contrastare la diffusione della peste suina, sinora circoscritta all’area interna tra le province di Genova e Savona, manda su tutte le furie Umberto Righi,

rappresentante dei pescasportivi del territorio, che ricorda come il mondo dei frequentatori dell’entroterra esca già da due anni di covid e da quella che definisce “la  buffonata del blocco semine – di trote  nei torrenti – per la tutela dei ceppi autoctoni, come se l’impoverimento dei fiumi fosse causato dall’immissione di trote adulte “di allevamento”, mentre tra uccelli ittiofagi, ruspe, derivazioni, captazioni, inquinamento e bracconaggio i nostri corsi d’acqua sono solo purtroppo distese di sassi più o meno bagnati”. Eventuali nuovi divieti legati alla peste suina, dice ancora Righi, porteranno, “ed anzi hanno già portato, alla chiusura dell’economia commerciale e associazionistica legata a tali attività”.