Debutta a Roma la mostra dedicata al Museo Gio Bono Ferrari di Camogli
Il Comune di Camogli intende valorizzare il Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferrari con una serie di iniziative che sottolineano il ruolo e l’importanza della struttura.
In questo contesto, per la prima volta, verranno esposti a Roma gli otto pannelli fronte/retro della mostra “Camogli e il mare – I Tesori del Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferrari”, che riproducono immagini di reperti, strumenti nautici e oggetti consevati al Museo. Avverrà da venerdì a domenica all’Auditorium Parco della Musica in occasione del Festival del Verde e del Paesaggio. Successivamente la mostra sarà quindi allestita anche a Camogli, in angoli strategici della città.
Il comunicato stampa del Comune di Camogli
L’Amministrazione Comunale celebra una delle sue eccellenze, la collezione permanente di cimeli e reperti che raccoglie 300 anni di storia e di tradizione, con una serie di iniziative: dalla mostra “Camogli e il mare – I tesori del Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferrari”, che debutta a Roma, al Festival del Verde e del Paesaggio, al restauro di quattro dipinti ottocenteschi e di cinque anfore romane. Già disponibile, su Wikipedia, una pagina tradotta in lingua camoglina.
Il Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferrari si conferma cuore pulsante della storia, della cultura e della tradizione camogliese. Nel 2026, spiega il consigliere delegato alla Cultura, Paolo Terrile, «intendiamo valorizzare il nostro Museo con una serie di iniziative che sottolineano il ruolo e l’importanza di una struttura in cui sono racchiuse l’anima e l’antica vocazione della Città dei Mille Bianchi Velieri, inserendolo all’interno di un percorso che, quest’anno, punta i riflettori sul tema del mare, elemento fondante dell’identità della nostra città».
In questo contesto, per la prima volta, vengono esposti a Roma, al Festival del Verde e del Paesaggio, ospitato all’Auditorium Parco della Musica da venerdì 10 a domenica 12 aprile, gli otto pannelli fronte/retro della mostra “Camogli e il mare – I Tesori del Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferrari” che riproducono immagini di reperti, strumenti nautici e oggetti conservati al Museo, annunciati da un “totem” introduttivo, con il testo in italiano e in inglese e la figura di Batta, la simpatica mascotte con la maglietta a righe e il “baciccia”, il berretto di lana blu con il pon-pon rosso, entrambi tipici dell’abbigliamento dei pescatori liguri.
Dopo il debutto romano, la mostra, verrà allestita a Camogli, in luoghi e tempi da definire, negli angoli strategici della città, così come era avvenuto per quella di arte sacra nel 2025.
“Camogli e il mare – I Tesori del Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferrari” è uno dei progetti che l’Amministrazione ha ideato e sviluppato in linea con le finalità del Documento Unico di Programmazione (Dup) e dello Statuto Comunale in cui sono comprese “la tutela, la conservazione e la promozione delle risorse naturali, paesaggistiche, culturali, storiche e architettoniche e delle tradizioni popolari presenti sul territorio”.
Contemporaneamente è in corso il restauro di quattro dipinti ottocenteschi, “La mia famiglia”, di Goffredo Sinibaldi, “Nostra Signora del Rosario”, di Nicholas Cammillieri, “La Teresa”, di Luigi Coccon, e “Parenti”, di William Alfred. L’intervento (Ente competente la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico della Liguria – SPSAD) è curato dalla restauratrice Emanuela Spera, del Laboratorio Scuole Pie di Genova, dove sono stati trasferiti i quadri che, una volta riportati a nuova vita, saranno nuovamente esposti al Museo in estate.
Tra le attività promosse dall’Amministrazione Comunale con questo obiettivo nell’anno del “Mare” c’è anche il restyling di cinque anfore romane, ritrovate sui fondali di Camogli, Genova, Varazze e Albenga tra il 1950 e il 1955 e, successivamente, affidate al Museo Gio Bono Ferrari dalla Soprintendenza. Se ne occupa la restauratrice Francesca Olcese, titolare, a Genova, dell’omonimo laboratorio. «Le anfore non sono state trasferite altrove ma la restauratrice lavora al loro recupero sotto gli occhi dei visitatori – spiega Paolo Terrile -. Una scelta che ha una duplice valenza: consente al pubblico di vedere i passaggi del restauro in diretta e, al tempo stesso, di non privare, anche se temporaneamente, il Museo di questi oggetti così importanti».










