Depuratore, la Colmata di Chiavari come ipotesi principale in un lotto di sei

La Colmata di Chiavari in pole position per un mega impianto
La Colmata di Chiavari in pole position per un mega impianto
La Colmata di Chiavari in pole  per un mega impianto

Il consigliere metropolitano Enrico Pignone ha presentato le risultanze dello studio su costi e tecnologie: decideranno i sindaci della provincia votando il 16 settembre. Furiosi Levaggi e Sanguineti.

La Colmata di Chiavari come ipotesi principale, perché non in zona rossa e per ragioni di costi, ma anche, sullo sfondo, altre eventualità: la nuova colmatina in sponda lavagnese, o la divisione per bacini, che prevederebbe un depuratore nel porto di Lavagna ed uno in zona Ramaia (o Pescina) a Sestri, e magari la permanenza di quello ulteriore in zona Preli a Chiavari. E’ questo il lotto di possibilità presentato dal consigliere della Città metropolitana di Genova Enrico Pignone in relazione al sito per costruire il nuovo depuratore del Tigullio. Saranno i 67 sindaci dell’Ato, adesso, a prendere la decisione, dopo aver analizzato i dati raccolti da Iren e visionati anche da una società privata incaricata dallo stesso Pignone. Il 9 settembre ci sarà la presentazione ufficiale di tutti i dati raccolti ai 67 sindaci, che avranno già potuto esaminarli nel mese di agosto, scaricandoli dall’area riservata del portale dell’Ato; il 16 settembre, invece, ci sarà la conferenza dei 67 sindaci che dovrà deliberare. Tenendo ferma l’ipotesi comprensoriale, le condotte provenienti da Sestri Levante passerebbero lungo l’Aurelia o potrebbero essere sottomarine, come è stato per il collegamento tra Sori e Recco.

La presentazione della situazione delineata dal consigliere Pignone scatena subito moltissime reazioni. Da Lavagna, dove si rilancia l’ipotesi di dividere i bacini e il sindaco, Pino Sanguineti, definisce «assurdo che debbano decidere, in un mese, sindaci che non sanno neanche dove sia l’Entella». Il collega di Chiavari, Roberto Levaggi, si dice fermamente contrario all’ipotesi della colmata chiavarese: «Impensabile che si progetti il depuratore territoriale nell’unica città che è a norma, con un impianto, quello di Preli, che sarà buono ancora per anni». Levaggi, però, è attaccato dalle minoranze: «Per anni non si è pronunciato sul tema», dice Giorgio Canepa, «e ora la situazione ci precipita addosso», fa eco Alessandra Stagnaro. Dichiara invece Silvia Garibaldi: «Ritengo che la Città metropolitana in gran parte espressione della “Grande Genova” debba tenere in considerazione molto di più le considerazioni delle città del Tigullio e non tentare di imporre una soluzione che è evidentemente sgradita».