Dionisio Festival di Chiavari: strega la “Ristrutturazione” di Sergio Rubini

Rubini Orizzontale 1

Il “Dionisio Festival” di Chiavari supera la boa di metà avventura e presenta “Ristrutturazione”, uno spettacolo interpretato e diretto da Sergio Rubini, e scritto dallo stesso con Carla Cavalluzzi.

Sono in molti a fine serata a complimentarsi con l’artista. Certo l’attore pugliese lo si conosce bene dal cinema e dalla televisione, ma vederlo dal vivo te ne fa apprezzare la cifra, le capacità di gestione del palcoscenico, l’affabulazione narrativa.

“Il nostro è uno spettacolo giocato sulla leggerezza, ma non sulla superficialità” esordisce così l’artista di fronte alla platea gremita in ogni ordine di posto. E Rubini prende il pubblico per mano, quasi con la confidenza di chi si conosce da tempo, e lo conduce attraverso le peripezie e gli incontri a cui è soggetto chi decide di mettere le mani nel nido dove a ha scelto di vivere e che ha faticato a scegliere, dopo averne avuti tanti ma sempre viziati da qualche difetto che non ti poteva più concedere di possederli.

Sfilano così una serie di personaggi di buona volontà che però creano scompiglio ovunque mettano le mani e a cui il protagonista si affida con grande fiducia. C’è Vito, autista di cinema, che ha avuto esperienze esaltanti a bordo di una nave militare tedesca, riuscendo addirittura ad affondarla col compare Agostinelli e che ripetono l’impresa allagando “il pozzo”, il primo seminterrato acquistato a Roma. Tra citofoni che non funzionano, sgabuzzini con annesse grandi terrazze, si arriva all’acquisto di quella casa che è il giusto compromesso. Ma lì spunta Mario, idraulico sopraffino, che nella nuova dimora s’impegna a realizzare una vasca delle meraviglie che alla fine non si rivela tale, con il quartiere che partecipa alle peripezie del malcapitato e ne osserva l’evolversi, tra sfottò e segni di fraterna comprensione.

Sino all’apoteosi della comparsa di un insopportabile odore di fogna causato dall’intasamento del tubo di scarico delle acque nere, che guarda caso passa sotto al talamo nuziale, provocato dalla maniacale voglia di tritare tutto messa in opera dalla compagna. Alla fine, con l’intervento in tuta spaziale degli uomini dello “spurgo”, anche questa situazione si risolve e così, dopo un lungo e laborioso cammino, i nostri eroi, quasi sull’orlo di una crisi di nervi, ne vengono fuori, provati ma ristrutturati anch’essi.

“Torniamo a fare il non necessario, a perderci davanti ad un tramonto, a viaggiare con la fantasia al cospetto di un quadro o di una fotografia, torniamo ai rapporti e alla vita che questi anni d’isolamento ci hanno tolto, torniamo nei teatri a respirare insieme quell’aria unica dove si mischiano le emozioni e le energie tra chi è in scena e chi segue catturato in platea. Torniamo, ma facciamolo da uomini e donne ristrutturati al cospetto di un futuro nel quale simo chiamati a vivere con una nuova fisionomia mentale in un pianeta che è anch’esso in ristrutturazione”. Tutti in piedi per Sergio Rubini che chiude così una performance molto, molto apprezzata.

Lo spettacolo si è avvalso di quattro musicisti d’altissimo valore, i “Musica da Ripostiglio”, che hanno dettano i tempi, scandito i passaggi tra le azioni, regalato inusuali atmosfere acustiche, mettendo in risalto le loro qualità attraverso apprezzabili virtuosismi.

 

Musica da Ripostiglio

 

Luca Pirozzi chitarra e voce

Luca Giacomelli chitarra

Raffaele Toninelli contrabbasso

Emanuele Pellegrini batteria e percussioni

 

Ultimo appuntamento con il “Dionisio Festival”, diretto da Davide Paganini, è il 16 Agosto con “Enzo Paci Show”.

 

Salvo Agosta

 

 

A seguire l’intervista realizzata dal direttore Salvo Agosta: