Fontana del polpo, Andrea Carannante presenta esposto alla Soprintendenza
Andrea Carannante, consigliere di opposizione a Rapallo, ha presentato un esposto alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, in merito a quella che definisce «la distruzione della fontana del Polpo».
Il consigliere afferma che dell’intera fontana è stata salvata esclusivamente la scultura in bronzo del polpo e cita la risposta dell’amministrazione comunale ad una sua interrogazione in cui si afferma che il materiale rinvenuto è depositato presso un magazzino comunale e non sarà ricollocato. Carannante parla quindi di «clima di totale opacità» e di «affermazioni di estrema gravità».
L’esposto di Andrea Carannante
Alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per il territorio
Oggetto: Esposto urgente sulla distruzione della fontana storica con scultura “Polpo” di Italo Primi presso San Francesco – Rapallo
Il sottoscritto Andrea Carannante, Consigliere Comunale del Comune di Rapallo, presenta formale esposto in merito a quanto avvenuto durante i lavori di riqualificazione dell’area di San Francesco relativamente alla storica fontana comprendente la scultura del “Polpo” dell’artista Italo Primi.
Da quanto emerso dagli atti ufficiali del Comune, non ci si trova di fronte ad un semplice restauro o ad una modifica marginale, bensì ad una vera e propria distruzione dell’opera originaria nella sua interezza artistica e compositiva.
Dell’intera fontana è stata infatti salvata esclusivamente la scultura in bronzo del polpo, mentre tutti gli altri elementi che costituivano l’opera sono stati rimossi, smembrati e definitivamente esclusi dalla nuova sistemazione.
La stessa Amministrazione Comunale, nella risposta ufficiale dell’11/05/2026 allegata alla presente, ammette che:
“le parti ancora conservabili del materiale rinvenuto dalla preesistente fontana, compreso le conchiglie, dopo lo smontaggio sono state depositate presso il magazzino comunale di Via Betti”;
“tale materiale non è previsto in ricollocamento nella nuova fontana”.
Si tratta di affermazioni di estrema gravità, perché certificano apertamente che l’opera originaria è stata di fatto demolita nella sua identità storica e artistica, riducendo ciò che era una composizione unitaria ad un semplice elemento decorativo isolato.
Ancora più grave è il clima di totale opacità che da mesi circonda la vicenda. Sulla sorte dei pezzi originari della fontana sono state fornite nel tempo versioni differenti e contraddittorie, senza che sia mai stata fatta chiarezza pubblica su:
quali elementi siano stati realmente salvati;
quali siano stati distrutti, dispersi o smaltiti;
dove siano oggi custoditi;
chi abbia autorizzato la mancata ricollocazione;
se esista un inventario completo dei materiali rimossi;
se vi siano stati pareri o prescrizioni della Soprintendenza rispettati integralmente.
Appare sconcertante che un’opera artistica pubblica possa essere smembrata in questo modo senza alcun rispetto per la sua unitarietà storica, estetica e culturale.
La scelta di conservare soltanto il “polpo”, eliminando tutto il resto della fontana, equivale sostanzialmente a mutilare un’opera d’arte pubblica, cancellandone il significato originario e il valore complessivo.
Per tali ragioni si chiede alla Soprintendenza di intervenire urgentemente al fine di:
verificare la piena legittimità degli interventi effettuati;
accertare se le opere eseguite siano conformi alle autorizzazioni eventualmente rilasciate;
verificare la sorte degli elementi originari della fontana;
accertare eventuali responsabilità amministrative, tecniche o patrimoniali;
valutare l’eventuale sussistenza di violazioni delle norme di tutela del patrimonio culturale e artistico.
Si chiede inoltre di verificare se quanto avvenuto possa configurare un danno irreversibile ad un’opera d’arte pubblica appartenente al patrimonio storico e identitario della città.
Si allega la risposta ufficiale trasmessa dal Comune di Rapallo in data 11/05/2026.
Distinti saluti.
Andrea Carannante
Consigliere Comunale del Comune di Rapallo








