Gianrico Carofiglio accende IlMare Festival di Santa Margherita Ligure
Sabato sera Santa Margherita, per accogliere lo scrittore barese, ha indossato il suo vestito più bello, quello delle calde giornate che già profumano d’estate, in cui i caruggi del centro brulicano di vita, di colori e di molte lingue diverse che si mischiano e creano quell’atmosfera che la rendono unica nell’eleganza sua e di quelli che la frequentano.
Piazza Caprera, il salotto buono della città, oramai quasi ricondotta agli antichi splendori, si ritrova a cingere in un simbolico abbraccio lo scrittore pugliese, ex magistrato ed ex senatore della repubblica, capace di vendere milioni di copie dei suoi lavori tradotti in decine di lingue.
“Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza.” è un concentrato di spunti, di passioni, di idee per i ragazzi e le ragazze che vogliono cambiare il mondo.
“Per molti anni la mia casa editrice mi ha chiesto di scrivere qualcosa per i più giovani ma io ho sempre declinato l’offerta, forse perché non mi sentivo all’altezza o forse perché non ne avevo voglia. Ad un certo punto però ho capito che era arrivato il momento e che bisognava parlare ai ragazzi nella loro lingua ed ho compreso, anche attraverso gli incontri che ho spesso con loro, come essi siano in grado di recepire concetti che mi sembravano poco comprensibili, accorgendomi poi con molto piacere che il libro lo leggevano ed interessava anche ai genitori. L’idea di fondo è che non si è mai troppo adulti o troppo vecchi per aspirare fare la rivoluzione, intesa come un atto non violento di continuo cambiamento del mondo nel tentativo di renderlo più umano e più adatto a tutti noi.”
Gianrico, col suo incedere gentile e farcito di citazioni, ci mette pochissimo a conquistare il pubblico delle grandi occasioni, divertito dalla battaglia da lui intrapresa con il sole che, come un riflettore dispettoso, continua ad inseguirlo in qualunque posizione del palco egli occupi.
Lo scrittore è un fiume in piena, cita Antonio Gramsci e Salvador Allende, il primo a riguardo del suo odio per gli indifferenti e il dovere di prendere una posizione, il secondo in quanto sosteneva come essere giovani e non essere rivoluzionari fosse quasi un controsenso biologico.
”Il dolore che non parla e bisbiglia al cuore e gli ordina di spezzarsi” riesumando il Machbet di shakespeariana memoria, incita ad una riflessione profonda su quello che purtroppo accade ai cuori di molti nostri ragazzi incapaci di dare parole al dolore.
Altra tappa fondamentale del manuale è rappresentata dalla decodifica degli errori.
“Essi – sostiene Carofiglio – fanno parte di un percorso quotidiano di conoscenza nei confronti di quello che ci sta attorno e ci aiutano a capire l’ignoto del mondo che ci circonda. L’errore vissuto con allegria è una formidabile pratica dell’esperienza.”
In chiusura Gianrico parla della sua passione verso la gentilezza. “La intendo – dice – come una virtù da combattimento, senza remissività e senza tirarsi indietro, andando invece avanti affrontando le situazioni, senza però la logica che porsi di fronte a un problema o ad un conflitto debba significare detestare o distruggere l’avversario.”
Carofiglio con questo suo ultimo lavoro ci indica una strada nuova, presente in ognuno di noi, lastricata di cambiamenti, di piccole rivoluzioni personali lontane dall’indifferenza e dell’apatia ma vicine alla passione e alla partecipazione, in grado di farci provare a rimetterci in gioco in ogni istante della nostra vita.
“L’uomo – chiosa lo scrittore con un’altra azzeccatissima citazione – non smette di giocare perché invecchia ma invecchia perché non ha più voglia di giocare!”
Salvo Agosta






