Il comitato spontaneo della Val Graveglia richiede chiarimenti e accesso agli atti sulla Strada provinciale 26

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Il Comitato spontaneo e apartitico “Insieme si può per la Valgraveglia”, costituitosi in data 22 novembre 2025, in riferimento all’ordinanza n. 261/2025 con cui la Città Metropolitana di Genova ha disposto la riapertura della SP 26, già oggetto di precedente interdizione per frana a valle della cava gestita da Cave Marchisio S.r.l., chiede alcune richieste di chiarimento a fini esclusivamente informativi e di tutela della sicurezza pubblica.

1. CONDIZIONI DI SICUREZZA ALLA BASE DELLA RIAPERTURA

Si chiede di conoscere quali elementi tecnici e quali verifiche abbiano consentito di ritenere ripristinate le condizioni di sicurezza necessarie alla riapertura della SP 26, tenuto conto delle criticità pregresse e del permanere, secondo l’ordinanza, della necessità di monitoraggio continuo del versante.

2. CLAUSOLA DI MANLEVA PRESENTE NELL’ORDINANZA

Nell’ordinanza n. 261/2025 si legge testualmente che l’impresa:

“resta unica responsabile per danni a persone o cose che dovessero verificarsi per mancanza, insufficienza od inadeguatezza della segnalazione dei lavori, manlevando la Città Metropolitana ed il personale da essa dipendente da qualsiasi pretesa o molestia anche giudiziaria.”

Al fine di comprendere nel modo più chiaro possibile l’assetto delle responsabilità e delle garanzie, si chiede:

1. conferma dell’esistenza e della validità delle coperture assicurative a carico di Cave Marchisio S.r.l. per i rischi connessi all’attività estrattiva e ai possibili movimenti del versante;

2. visione dei relativi documenti assicurativi, comprensivi di massimali e tipologie di rischio coperto;

3. indicazione degli enti che hanno già visionato e verificato tale documentazione;

4. informazioni sull’esistenza e sulle condizioni di eventuali fideiussioni previste dalla normativa vigente.

3. RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI

Si richiede inoltre di visionare:

– l’istruttoria tecnica che ha portato alla riapertura della SP 26;
– eventuali relazioni geologiche, rapporti di monitoraggio o controlli tecnici sui versanti;
– eventuali prescrizioni impartite alla società estrattiva;
– eventuali verbali o provvedimenti precedenti riguardanti la sicurezza dell’area.

La presente richiesta è formulata ai sensi del D.Lgs. 33/2013 (accesso civico e trasparenza amministrativa).

4. PIANO DI MESSA IN SICUREZZA

Secondo quanto riportato dal quotidiano “Il Secolo XIX” del 26/11/2025, la società Cave Marchisio S.r.l. sarebbe tenuta a presentare alla Regione un piano di messa in sicurezza entro la fine dell’anno.

Si chiede pertanto:

1. che tale piano, una volta depositato, sia reso pubblico;

2. che venga trasmesso agli enti destinatari e al Comitato;

3. che vengano fornite indicazioni sui tempi previsti e sulle modalità di attuazione.

FINALITÀ DELLA PRESENTE

Le richieste intendono esclusivamente:

– tutelare la sicurezza della circolazione sulla SP 26;
– garantire la massima trasparenza verso la popolazione;
– assicurare un’informazione chiara in un contesto oggettivamente delicato.

Ieri sera sono intervenuti alla riunione pubblica sia alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale, sia Giovanni Stagnaro, sindaco di Casarza Ligure e consigliere di Città Metropolitana con delega per il coordinamento delle attività di supporto ai Comuni.
L’argomento principale della serata è stato ovviamente la criticità della Sp 26 nel punto ove è avvenuta l’ultima frana.
Il comitato ha reiterato la richieste già rivolte via pec agli enti interessati (richiesta di verifica sulle coperture assicurative di Cave Marchisio- indagini sulla sicurezza- migliorie sulle strade alternative).
Il vicesindaco Podestà ha chiarito che il Comune subisce la situazione esattamente come i suoi cittadini, non avendo sull’attività di cava alcuna competenza, neanche per quanto riguarda la sicurezza, di cui è responsabile Regione con beneplacito Asl.
Per quanto riguarda le strade alternative Podestà promette uno stanziamento di 15000€ per fare qualche miglioria sulla strada di Statale e per quella della Camilla. Questa è attualmente interessata da lavori sulla parte di Mezzanego (anche se i lavori sono eseguiti dagli operai di Ne) e sulla parte di Ne dovrebbero esserne fatti altri , ma adesso c’è timore di chiudere la strada rischiando che serva. Il comitato è tornato a chiedere un tavolo tecnico.