“Il progetto Terre di Portofino non finisce e verrà rilanciato anche senza Stl”

Franco Orio, presidente del consorzio Portofino Coast
Franco Orio, presidente del consorzio Portofino Coast
Franco Orio al tavolo del suo ufficio

Franco Orio, presidente del consorzio Portofino Coast e vice presidente del Stl, al microfono di Radio Aldebaran: “Un progetto comune tra pubblico e privato per fare marketing di tutto il territorio”.

Riportiamo, di seguito, l’intervista a Franco Orio, presidente del consorzio Portofino Coast, andata in onda questa mattina, 10 dicembre 2013, nella rubrica “Coast to Coast” all’interno del programma RadioAzione.

 

Il territorio sembra stia riscoprendo l’importanza del turismo come fattore strategico dell’economica locale. Quali iniziative pensa sia necessario mettere in campo per rilanciare l’offerta turistica del comprensorio?

“E’ abbastanza normale in un territorio come il nostro puntare sul turismo per sostenere e rilanciare l’economica locale. In qualche modo lo abbiamo sempre fatto, e grazie al turismo siamo riusciti fino ad oggi a garantire occupazione e benessere. Oggi però non basta più ricordarsi del turismo solo quando fa comodo, ma bisogna incominciare a pensare a iniziative comprensoriali capaci di sostenere i flussi turistici durante tutto l’anno, perché il grosso problema di questo territorio è che gradualmente la stagione turistica si sta accorciando e ormai durante l’inverno la maggior parte delle strutture ricettive è chiusa. Questo fatto danneggia in modo evidente la nostra offerta turistica, ma pesa anche sull’occupazione e più in generale sulla ricchezza di questo comprensorio. Per questo motivo sono particolarmente contento che finalmente si stia diffondendo l’idea che bisogna fare squadra per creare un vero e proprio piano di marketing turistico territoriale, in grado di delineare lo sviluppo turistico del comprensorio nei prossimi anni”.

Chi deve occuparsi di fare questo lavoro e con quali finalità?

“Il turismo è un settore economico atipico. Di fatto è la somma di più fattori: non solo il territorio e gli operatori turistici, ma anche il commercio, l’artigianato, l’agricoltura, i trasporti etc.. Tutti settori coinvolti nella realizzazione del prodotto turistico, che non è costituito solo dagli alberghi o dai ristoranti , ma anche dalla capacità che il territorio ha di accogliere gli ospiti, e più in generale di offrire motivazioni per essere visitato. Per questo è necessario che le amministrazioni e gli operatori imparino a lavorare insieme, superando i confini delle singole cittadine, per concepire progetti di respiro comprensoriale, ponendosi obiettivi concreti ed attivandosi per recuperare le risorse necessarie alla loro realizzazione. Il fatto che oggi si incominci a parlare concretamente di questo tipo di intervento è certamente segno di una maturazione della mentalità comune nei confronti di queste problematiche. Il Consorzio Portofino Coast sta portando avanti da anni questa battaglia ed è a questo punto pronto per sostenere una iniziativa concreta di questo tipo”.

Quella di unire pubblico e privato ma anche l’intero territorio non doveva essere la missione con cui è nato il Sistema turistico locale, di cui lei è vice presidente?

“Certamente. L’intenzione rimane quella di far lavorare insieme pubblico e privato, anche se è difficile e se il territorio da cui si partiva, con tutta la costa da Recco a Moneglia, e poi sino a Santo Stefano, era un po’ troppo ampio. Con il nuovo presidente, Augusto Sartori, stiamo pensando, comunque, ad un discorso di territorio da proseguire, indipendentemente dal futuro dell’Stl, sulle cui sorti non sappiamo cosa la Regione voglia fare. Senza “Stl” davanti, il marchio “Terre di Portofino” può e deve ancora essere utilizzato e valorizzato”.