Lavagna, verso la dismissione dell’asilo nido

Lavagna, verso la dismissione dell’asilo nido
Il nido “Leo Lionni” quando fu inaugurato

Servizio chiuso e locale affittato per una gestione completamente pirvata? La pratica stasera in consiglio comunale. “Officina Lavagnese” presenta proposte alternative. Non ci sta nemmeno “100% Lavagna”.

Lavagna, Comune in stato di dissesto, va verso la chiusura dell’asilo nido Leo Lionni. Secondo la pratica che l’amministrazione dovrebbe portare questa sera in consiglio comunale, dove figura al sesto punto all’ordine del giorno, infatti, a fronte del pensionamento del personale della struttura e all’impossibilità di nuove assunzioni, si punta alla chiusura del servizio dal primo agosto prossimo, con affitto dei locali ad un nuovo gestore, in forma completamente privata. Le opposizioni sono sul piede di guerra. 100% Lavagna, rappresentata da Laura Corsi e Mario Maggi, commenta: “Le famiglie Lavagnesi non hanno colpa della situazione in cui si trova il Comune di Lavagna e già ne pagano ingiustamente le conseguenze con tributi e tariffe al massimo”. Aurora Pittau e Guido Stefani, Officina Lavagnese, snocciolano le soluzioni alternative, non a costo zero per il Comune ma comunque con risparmio rispetto alla gestione diretta attuale: “Proseguire una gestione diretta del servizio attraverso personale esterno, come già è avvenuto parzialmente in questi ultimi anni, con un impegno finanziario da parte del Comune di € 192.000 circa, oppure attraverso la concessione a ditta esterna del servizio, mediante gara pubblica, con un contributo massimo di circa € 139.000”.