Leivi, eco nazionale per la provocazione di Centanaro: “Ma c’è un fondamento”

Eco mediatica nazionale per la provocazione del sindaco di Leivi, che ha annunciato la vendita del palazzo comunale per pagare i lavori eseguiti dopo l’alluvione. Stamattina ha parlato a Contatto diretto su Radio Aldebaran.

Ha avuto un’eco mediatica nazionale la provocazione del sindaco di Leivi Vittorio Centanaro, che ha annunciato l’intenzione di vendere la sede del Comune per poter pagare la decina di ditte che hanno effettuato i lavori di messa in sicurezza del territorio dopo l’alluvione del novembre del 2014. La calamità mise in ginocchio il Comune, con due vittime, 25 famiglie sfollate e danni per oltre 8 milioni di euro. “E’ una provocazione – ma ha un fondamento reale spiega il primo cittadino – intervistato questa mattina in diretta nella rubrica Contatto diretto su Radio Aldebaran – . Il governo ci ha assegnato 1 milione e 500mila euro che noi abbiamo messo a bilancio, ma ad oggi non è arrivato neppure un euro. Abbiamo rimodulato tutti i lavori di messa in sicurezza del territorio per una spesa complessiva preventivata di 2 milioni e 300mila euro. Le somme urgenze sono state completate, ma non possiamo pagare, ancor più adesso che la nuova normativa prevede la fattura elettronica che impone il pagamento dei fornitori entro 30 giorni”. Il primo cittadino aveva anche chiesto di poter sforare il Patto di Stabilità per 800mila euro per riuscire a raggiungere la cifra necessaria a ultimare gli interventi, richiesta negata dal Ministero che ha concesso di sforare per soli 16mila euro”. Con l’autunno alle porte, due allerte meto solo nell’ultima settimana e il territorio non ancora del tutto in sicurezza, per Centanaro urge completare i lavori ancora necessari per mettersi al riparo dal rischio frane: “Per quanto riguarda via Gazzo, la prima parte, quella in cui hanno perso la vita i coniugi Iacino e si trova la stazione di sollevamento idrico, i lavori sono stati eseguiti, ma bisogna intervenire sul resto della strada, che si collega a Carasco e poi alla sp 225. Abbiamo ancora zone sotto monitoraggio costante dei geologi a causa di dissesto idrogeologico, come Selaschi, interessato da una frattura che corre sotto le case”.