Nada Cella, chiuse le indagini della Procura

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La prova del dna non è arrivata ma la procura di Genova non molla sul fronte della nuova indagine per l’omicidio di Nada Cella, avvenuto nel 1996 nello studio del commercialista Soracco, dove lavorava, a Chiavari.

Ieri, infatti, all’unica indagata, Annalucia Cecere, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. La donna, adesso, assistita dall’avvocato Giovanni Roffo, ha 20 giorni di tempo per farsi, eventualmente, interrogare. Secondo gli inquirenti, coordinati dal procuratore Francesco Pinto e dal sostituto Gabriella Dotto, Cecere avrebbe agito per la gelosia verso il commercialista Marco Soracco, allora datore di lavoro di Nada. Tra gli elementi ripescati dagli atti della prima indagine, alcuni bottoni trovati in casa dell’indagata, uguali ad uno trovato sotto al corpo della vittima. C’è anche la testimonianza di una donna che, la mattina del delitto, avrebbe visto l’indagata sotto lo studio, allontanarsi sul proprio motorino. E proprio su quel motorino, ritrovato nella attuale casa di Cecere, in Piemonte, si sono cercati gli elementi per una prova del dna, che non è arrivata. L’avviso di conclusione indagini è arrivato anche a Soracco e alla sua anziana madre, Marisa Bacchioni. La Procura contesta loro false dichiarazioni e favoreggiamento. Un giudice per l’udienza preliminare dovrà, a questo punto, pronunciarsi per stabilire se l’indagata debba andare a processo o no.