Nada Cella, non si va a processo. Prosciolta Anna Lucia Cecere

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Non ci sarà processo per il delitto di Nada Cella.

Annalucia Cecere è prosciolta dall’accusa di omicidio. Lo ha deciso, questa mattina, la giudice per l’udienza preliminare Angela Maria Nutini.

La donna non era presente in aula, rappresentata dall’avvocato Giovanni Roffo. Cadono quindi anche le accuse di favoreggiamento e false dichiarazioni che la Procura aveva rivolto a Marco Soracco e Marisa Bacchioni, rappresentati da Andrea Vernazza. Hanno assistito a questa udienza preliminare la madre e la sorella di Nada, Silvana Smaniotto e Daniela Cella.

La tesi del pubblico ministero, Gabriella Dotto, era che Cecere, oggi 58enne e residente a Boves, avesse ucciso Nada, il 6 maggio del 1996, nello studio di Soracco dove lei lavorare, perché gelosa della predilezione del datore di lavoro, in effetti non ricambiata, e che questi e sua madre avessero coperto l’omicida per non far emergere supposti affari opachi dello studio. Su questa ipotesi, si era sviluppata, tra il 2020 ed il 2021, l’inchiesta, nata su indicazione della criminologa Antonella Delfino Pesce, che aveva ripassato al setaccio gli atti dell’indagine originale. Agli inquirenti sono mancati due elementi fondamentali su cui lavoravano: la prova del dna da reperire dal motorino dell’indagata e l’identità della donna che aveva telefonato, all’epoca, a Bacchioni, dicendo di averla vista in via Marsala all’ora del delitto. Cecere non ha mai reso dichiarazioni alla stampa e, una volta indagata, si era avvalsa della facoltà di non rispondere. Sentita da testimone, aveva dichiarato di non essere coinvolta nella vicenda. Nella scorsa udienza, i suoi legali hanno cercato di dimostrare che non avrebbe potuto essere sul luogo perché al lavoro.  Secondo la gup, non c’erano elementi sufficienti per una ragionevole ipotesi di condanna, condizione per la quale si apre un processo.