Nella rete dei pescatori saltano fuori le anfore romane

Il pescatore scarica l
Il pescatore scarica l'eccezionale materiale
Il pescatore scarica l’eccezionale materiale

Una scoperta archeologica d’eccezione al largo di Santa Margherita. Il peschereccio “Impavido” di Gianni Paccagnella estrae reperti antichi a 720 metri di profondità. Sono state consegnate alla Capitaneria.

Ha tutta l’apparenza di un ritrovamento archeologico di grande rilievo, quello avvenuto, ieri, a Santa Margherita, dove il pescatore Gianni Paccagnella si è ritrovato, nelle reti del suo peschereccio “Impavido”, ben quattro anfore, che, anche a vista dei primi esperti, sembrano proprio di epoca romana, probabilmente del II o I secolo avanti Cristo. Si tratta di quattro anfore praticamente intere, mancanti solo della parte più alta, subito consegnate alla Capitaneria di Porto, in vista delle verifiche che saranno effettuate dalla Sovrintendenza.  La pesca eccezionale è avvenuta molto in profondità, a circa 720 metri negli abissi, ad una distanza di 18 miglia dalla costa di Santa Margherita e Portofino. Al ritorno in porto, ieri pomeriggio, attorno alle 17, stupore e curiosità in tutti i presenti, tra cui Paolo Pendola, presidente del Civico Museo del Mare. Il primo desiderio espresso dal pescatore sammargheritese è stato quello di donare le anfore al costituendo percorso espositivo all’aperto. Naturalmente, sarà una volontà da verificare.

Le anfore arrivate al porto di Santa Margherita
Le anfore arrivate al porto di Santa Margherita