Omicidio Cella, ci sarebbe una nuova testimone sentita in Procura

palazzo omicidio

Le nuove testimonianze possono dare una scossa all’indagine sull’omicidio di Nada Cella, proprio adesso che è in corso l’udienza preliminare.

Come noto, il primo di marzo, e quindi tra due sole settimana, la gup dovrà decidere se ci siano gli estremi per rinviare o no a giudizio Annalucia Cecere, indagata dell’omicidio della segretaria nel 1996, Marco Soracco e sua madre Marisa Bacchioni, che la Procura accusa di aver turbato le indagini con false testimonianze, volte a coprire l’omicida. Quello che riportano gli organi di stampa oggi, all’indomani della prima udienza, è che in un supplemento di indagine, a gennaio, la pm Gabriella Dotto avrebbe sentito una nuova testimone, che avrebbe confermato, quanto meno, che Soracco e Cecere si conoscessero e frequentassero, all’epoca. La testimone è stata trovata dalla criminologa Antonella Delfino Pesce e dall’avvocata Sabrina Franzone, le persone che, rileggendo le carte della prima indagine, hanno avviato gli accertamenti da cui il caso è stato riaperto. Prosegue, però, ormai alla fase decisiva, la ricerca della donna che telefonò a Bacchioni, mesi dopo l’omicidio, raccontando di avere visto la Cecere allontanarsi dal palazzo il giorno del delitto: una voce registrata e più volte divulgata negli ultimi mesi, ma mai identificata. Secondo criminologa e avvocata, citate dall’Ansa, potrebbe essere stata una donna che lavorava nella casa di riposo Morando, nella zona di Rupinaro. “Poteva trattarsi di una impiegata, di una addetta alle pulizie o alla cucina. In ogni caso veniva dalla val Fontanabuona”, scrive su Facebook.