Padre e figlio ai vertici dell’organizzazione che comprava documenti per i clandestini albanesi

La polizia di Rapallo ha condotto le indagini
La polizia di Rapallo ha condotto le indagini
La polizia di Rapallo ha condotto le indagini

La banda criminale è stata sgominata dalla polizia di Rapallo. I documenti venivano ceduti prevalentemente da tossicodipendenti. Il referente per il Tigullio era un 56enne di Genova, mentre il figlio 25enne cercava le persone disposte a cedere il documento.

La polizia di Rapallo ha sgominato una banda criminale dedita alla falsificazione dei documenti ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini sono partite nell’autunno dello scorso anno, quando diversi soggetti, prevalentemente tossicodipendenti, si sono recati in Comune per denunciare lo smarrimento o il deterioramento dei documenti di identità, chiedendo un nuovo rilascio. La polizia ha in un secondo tempo accertato che i documenti erano destinati ad albanesi clandestini che volevano raggiungere il Regno Unito. Punto di riferimento per il Tigullio era un genovese di 56 anni, che forniva ai clandestini la carta di identità alterata con la sostituzione della fotografia, la tessera sanitaria europea ed anche gli eventuali accompagnatori per il viaggio. La ricerca delle persone disposte a cedere i loro documenti di identità era invece compito del figlio del 56enne, un giovane di 25 anni, a sua volta di Genova, con precedenti per spaccio. Della banda faceva parte anche un altro 25enne genovese, che provvedeva ad alterare i documenti e, talvolta, anche a far espatriare i clandestini verso il Regno Unito. Nell’ambito dell’operazione è stata data esecuzione a 21 misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari di Genova. Altre dieci persone sono state arrestate mentre tentavano di espatriare. Gli albanesi, per la sola parte spettante agli italiani, pagavano dai seimila ai diecimila euro. Chi forniva i documenti era pagato in denaro o con dosi di stupefacenti.