Rapallo: il consigliere comunale di opposizione Andrea Carannante contro gli ultimi provvedimenti dell’amministrazione comunale

Andrea Carannante

Il consigliere comunale di opposizione, a Rapallo, Andrea Carannante, attacca l’amministrazione comunale sugli ultimi provvedimenti.

Di seguito, il testo integrale del comunicato stampa:

“In piena stagione turistica, l’amministrazione comunale ha scelto di applicare rigidamente il regolamento, colpendo proprio quelle attività che, soprattutto nei mesi estivi, cercano di rendere Rapallo una città viva, attrattiva e capace di offrire qualcosa a residenti e turisti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: serate interrotte, sanzioni, incassi persi e imprenditori lasciati soli proprio nei pochi weekend che consentono di recuperare una stagione di sacrifici. È l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione che sembra vivere fuori dalla realtà. Mentre commercianti, gestori e lavoratori cercano di attirare persone e creare movimento, Palazzo Comunale sembra avere un solo obiettivo: spegnere tutto. Poi ci si chiede perché i giovani prendano l’auto e vadano a Santa Margherita, Chiavari, Sestri Levante o in qualsiasi altra località dove si respira un clima di festa, dove la musica non viene considerata un nemico e dove il turismo viene visto come un’opportunità, non come un fastidio. A Rapallo, invece, si preferisce il silenzio. O meglio, il rumore delle polemiche, dei divieti e delle multe. Forse l’unica manifestazione che questa amministrazione potrebbe organizzare con successo è il Festival del Degrado: tour tra strade dissestate, marciapiedi pericolosi, cantieri infiniti, aiuole abbandonate e una prestigiosa mostra fotografica dedicata ai bidoni della spazzatura, ormai diventati uno dei simboli più riconoscibili della città. Una città turistica vive di persone, di musica, di eventi, di locali pieni e di imprenditori che hanno il coraggio di investire. Se si continua a colpire chi lavora, l’unico risultato sarà quello di vedere Rapallo sempre più vuota, mentre il divertimento, i giovani e il turismo sceglieranno altre destinazioni. Spegnere la musica non significa garantire più vivibilità. Significa spegnere l’anima di una città. È arrivato il momento di liberare Rapallo da questa visione grigia, conservatrice e distante dalla realtà. Perché una città che rinuncia alla sua vitalità è una città che rinuncia anche al proprio futuro”.