Roberto Vannacci a Chiavari, sabato incontro pubblico dopo l’uscita dalla Lega. “Avanti Chiavari”: «Per l’auditorium rispettato il regolamento»

Roberto Vannacci

L’incontro con l’eurodeputato Roberto Vannacci organizzato per sabato prossimo a Chiavari dall’Associazione Conservatori Tigullio sarà una delle prime occasioni di confronto per l’ex generale con i suoi simpatizzanti dopo la decisione, ufficializzata ieri, di uscire dalla Lega e proseguire l’attività politica con il movimento Futuro Nazionale, da lui fondato.

Come è noto l’incontro di sabato si terrà alle 17.30 all’Auditorium San Francesco e non all’Hotel Stella del Mare come inizialmente previsto. Nell’occasione Vannacci sarà intervistato dal giornalista Aldo Grandi, dialogherà con il pubblico sui temi affrontati nei suoi due libri. Si potrà accedere liberamente in auditorium fino a esaurimento posti, ma è consigliata la prenotazione.

Intanto il gruppo di maggioranza “Avanti Chiavari – Di Capua” replica al Partito Democratico, che ieri aveva posto alcune domande in merito alla procedura seguita per la concessione dell’auditorium. «L’utilizzo avviene secondo il regolamento comunale», assicura il gruppo di maggioranza, che però non entra nel dettaglio di quando è stata presentata la richiesta. Il regolamento, è precisato sul sito del Comune, prevede che le prenotazioni vadano effettuate almeno 30 giorni prima dell’iniziativa. “Avanti Chiavari – Di Capua” precisa inoltre che l’evento non ha il patrocinio del Comune e che gli organizzatori hanno pagato la tariffa prevista. «Chiavari – dice il gruppo di maggioranza – è una città libera e pluralista, in cui la libertà di espressione è garantita a tutti».

Il comunicato stampa del Partito Democratico

Bertani, Benso e Zenezini: “Corsie preferenziali per l’assegnazione degli spazi pubblici per Vannacci? Il comune di Chiavari chiarisca sull’auditorium concesso per l’incontro.”

La concessione dell’Auditorium San Francesco di Chiavari per l’incontro con il generale Roberto Vannacci non è un fatto neutro né puramente tecnico, ma una scelta che ha un evidente significato politico e istituzionale. Per questo riteniamo doveroso che l’Amministrazione comunale e il sindaco Messuti forniscano spiegazioni chiare e trasparenti.

Nessuno mette in discussione il diritto di esprimere le proprie opinioni. Tuttavia, quando si parla di spazi pubblici – che appartengono a tutta la comunità – è fondamentale che valgano regole uguali per tutti. Per l’utilizzo dell’auditorium, infatti, è prevista una richiesta con congruo anticipo, che deve essere non inferiore ai 30 giorni.

Ci chiediamo se questa procedura sia stata rispettata anche in questo caso oppure, ancora una volta, l’Amministrazione e il Sindaco Messuti scelgono di usare discrezionalità quando si tratta di iniziative riconducibili all’area politica più radicale della destra.

Il regolamento dell’Auditorium, all’articolo 4 comma 2, prevede che solo in casi eccezionali e in presenza di un comprovato rilevante interesse pubblico sia possibile derogare alle tempistiche previste dal comma 1. Sappiamo quindi che una deroga è teoricamente possibile, ma proprio per questo chiediamo: dove sarebbe, in questo caso, il comprovato interesse pubblico a giustificare un’eventuale corsia preferenziale per un’iniziativa di carattere politico-partitico e fortemente divisiva? Anche su questo l’Amministrazione ha il dovere di rispondere alla città.

La figura del generale Vannacci, del resto, è tutt’altro che neutra nel dibattito pubblico. Il suo libro “Il mondo al contrario” ha suscitato polemiche a livello nazionale per contenuti e posizioni divisive, fortemente discriminatorie e in contrasto con i nostri valori costituzionali di inclusione, rispetto delle differenze e coesione sociale. Valori su cui ha giurato anche il Sindaco Messuti, nel caso non se lo ricordasse.

Proprio per questo crediamo che l’utilizzo di uno spazio comunale non possa essere considerato un passaggio meramente amministrativo e burocratico.

Su questo chiediamo chiarezza, perché le istituzioni appartengono a tutti ma non ci possono essere ambiguità quando si tratta di certi personaggi e di certe posizioni politiche estremiste, razziste e omofobe.

Per queste ragioni, il consigliere comunale Antonio Bertani presenterà un’interpellanza in Consiglio comunale per discutere pubblicamente e chiarire tutti gli aspetti amministrativi e politici di questa vicenda.

Antonio Bertani
Segretario PD Tigullio – Consigliere Comunale Chiavari

Tommaso Benso
Segretario Giovani Democratici Tigullio

Camilla Zenezini
Segretaria Circolo PD Chiavari

Il post di “Avanti Chiavari – Di Capua”

Chiavari è una città libera e pluralista, in cui la libertà di espressione è garantita a tutti.
Il Comune non fa censura preventiva e non decide chi possa parlare in base a etichette ideologiche o giudizi politici.
L’utilizzo dell’Auditorium San Francesco avviene secondo il regolamento comunale: non è stato concesso alcun patrocinio all’evento e gli organizzatori pagano regolarmente la tariffa prevista, esattamente come chiunque altro.
Parlare di sostegno politico o istituzionale è quindi fuori luogo e fuorviante.
Se il consigliere Bertani o il Partito Democratico hanno idee, proposte o contenuti diversi sugli stessi temi, li invitiamo serenamente a organizzarli e a presentarli pubblicamente.
Gli spazi comunali sono a disposizione di tutti, alle stesse condizioni. Il confronto si costruisce così, non chiedendo che altri vengano esclusi.
È questo il senso autentico della democrazia: rispondere alle idee con altre idee, non invocare censure, bavagli o esclusioni preventive in nome di una presunta superiorità morale, soprattutto da chi chiama il proprio partito “democratico”.
A Chiavari le idee di chiunque possono essere esposte liberamente e possono essere liberamente contestate, ma non esiste e non esisterà mai alcuna forma di censura preventiva finché i cittadini daranno la fiducia a noi.
Siamo fermamente contrari a ogni forma di violenza nelle piazze e favorevoli a qualsiasi dibattito democratico: anche il tentativo di impedire il confronto, di delegittimare chi parla o di zittire prima ancora di ascoltare, è una forma di violenza che non appartiene a questa città.
Chiavari continuerà a garantire confronto, pluralismo e dibattito. Chiavari è una città libera, una città di diritti, non una città dei divieti, come vorrebbero Bertani e il Partito Democratico.

Vannacci