Territorio e telemedicina: il nuovo corso della Asl 4

Petralia convegno

La Asl 4 presenta oggi, con un convegno alla Società Economica, il nuovo corso della sanità locale, che vuole diventare più territoriale.

Si punta, in particolare, sulle tecnologie per collegare i punti periferici ai reparti ospedalieri e i medici tra loro. Al convegno prende parte il nuovo assessore regionale alla Salute, Angelo Gratarola. Sentiamo l’illustrazione che fornisce il direttore generale della Asl 4, Paolo Petralia.

Di seguito, la nota esplicativa diffusa dalla Asl 4:

Con il convegno “Tigullio Luogo di Salute: modelli innovativi e di valore per la salute delle comunità”, che si è svolto oggi alla Società Economica di Chiavari, l’Asl 4 ha presentato il progetto strategico “Tigullio Luogo di Salute” e i primi risultati raggiunti al termine del semestre sperimentale.

Scopo del progetto – approvato dalla Regione Liguria con la delibera 1041/2021, con l’impiego di fondi afferenti alla Conferenza Stato Regioni per progetti di sperimentazione di sanità di prossimità – è creare un ecosistema sociosanitario digitale basato su un’infrastruttura tecnologica avanzata, capace di potenziare la connessione tra la rete di prossimità, le strutture intermedie e l’assistenza domiciliare, determinando una migliore capacità di erogazione dei servizi e un migliore monitoraggio dei livelli di assistenza (LEA).

Tre le fasi stabilite, seguite alla presentazione del prototipo a Portofino avvenuta il 26 giugno 2021: la fase preparatoria e quella della sperimentazione, dal 1 gennaio al 31 agosto 2022; la messa a sistema fino al 31 dicembre 2022; l’adozione del modello tra le procedure ordinarie aziendali del nuovo anno.

Dallo scorso gennaio, il progetto è monitorato e sottoposto alla valutazione d’eccellenza di Accreditation Canada, unico ente internazionale a fissare standard specifici per la telemedicina, al fine di ratificare il modello e renderlo esportabile anche in altre realtà sociosanitarie, liguri e non solo.

«Lo stimolo è nato dalla campagna vaccinale anti Covid-19 che questo territorio ha portato avanti con la vaccinazione di prossimità con risultati eccellenti – dichiara l’assessore alla Sanità, Angelo Gratarola -. Con TLS il Tigullio è diventato un laboratorio naturale in cui si sono sperimentati principi ispirati al PNRR e ai piani sociosanitari passando per la vera e reale integrazione ospedale-territorio. E questo è accaduto soprattutto con la presa in carico delle categorie più fragili in modo capillare, utilizzando strumenti e metodiche innovative quali la digitalizzazione spinta, la tecnologia e l’intelligenza artificiale applicate al servizio della sanità e del sociosanitario».

«Il valore del Progetto Tigullio Luogo di Salute – aggiunge il direttore generale dell’Asl 4, Paolo Petralia – non si esaurisce nel progetto stesso, ma si esprime compiutamente nel metodo con cui è stato realizzato e nella proposta strategica e innovativa che ne è il presupposto, per guidare il cambiamento dell’azienda nelle logiche di valore e di partecipazione necessarie per costruire una sanità davvero di prossimità e comunitaria».

IL PAZIENTE AL CENTRO

Nel Tigullio, caratterizzato dalla presenza di una popolazione con il più alto indice di anzianità d’Italia, e da un elevato indice demografico di dipendenza (68 per centro con il 56 per cento della media nazionale), si è imposta la volontà di limitare gli spostamenti degli abitanti e potenziare i servizi di prossimità.

L’architettura del progetto TLS pone la persona al centro dell’ecosistema, rimodulando i percorsi di cura e assistenza secondo il concetto di Sanità diffusa, in cui i servizi sociosanitari sono interconnessi tra loro per fornire risposte di salute personalizzate, tempestive, decentrate, condivise e integrate.

INTEGRAZIONE DI STRUTTURE, PROFESSIONISTI E SERVIZI

Il progetto prevede l’integrazione delle strutture sociosanitarie presenti sul territorio, dei professionisti e il coinvolgimento diretto dei cittadini.

Attraverso la tecnologia, la rete mette in stretta connessione il polo ospedaliero unico aziendale (con le sedi di Lavagna, Sestri Levante e Rapallo), le future case di comunità (Rapallo, Chiavari e Sestri Levante), gli spoke e i “Punti Salute” e il domicilio del paziente.

Altrettanto diretto è il coinvolgimento dei professionisti, dagli Operatori di Asl 4 ai Medici di medicina generale e i pediatri, agli assistenti sociali.

Alle Centrali Operative Territoriali (Cot), attive nei distretti sociosanitari, è assegnato il compito di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, assicurando l’interfaccia con gli ospedali e la rete di emergenza-urgenza, supportando i pazienti attraverso la telemedicina e non solo.

Il modello coinvolge dunque tutti gli attori sociosanitari nell’ambito di una équipe multidisciplinare e interprofessionale e riconosce ai cittadini un ruolo attivo, sia supportando la loro autonomia nell’ambiente domestico che potenziando l’attenzione alla prevenzione.

GLI STRUMENTI

Il modello di sanità diffusa si avvale della tecnologia per raggiungere il paziente. Gli strumenti utilizzati, nell’ambito di una nuvola di connettività digitale e di linguaggi e strumenti informatici e tecnologici dedicati, sono:

  • La televisita. (L’atto sanitario con cui il medico interagisce con il paziente, che si trova al proprio domicilio o nella sede spoke);

  • Il teleconsulto (Attività di consulenza a distanza tra medici per la corretta presa in carico del paziente);

  • Il telemonitoraggio. (L’attività di controllo e monitoraggio dei parametri tramite dispositivi medici dei pazienti a domicilio e nell’ambiente outdoor);

  • La teleriabilitazione. (Attività di riabilitazione a distanza con i kit in dotazione ai pazienti, da utilizzare a domicilio);

  • La telericonciliazione farmaceutica. (Il monitoraggio della somministrazione dei farmaci e dell’assunzione della terapia dei pazienti a domicilio);

  • Il servizio di Conciergerie digitale.