Toti, Garibaldi (Pd): “Anzalone e Cianci dovrebbero dimettersi dalle cariche che ricoprono”

Luca Garibaldi

“L’attivazione della Commissione antimafia nazionale sull’inchiesta ligure e sul coinvolgimento, ipotizzato dagli inquirenti, della criminalità organizzata in voti di scambio nelle ultime competizioni elettorali regionali e comunali è un segnale importante”.

Lo ha detto Luca Garibaldi, capogruppo Pd in Regione Liguria, commentando l’inchiesta che vede agli arresti domiciliari il governatore Giovanni Toti, accusato di corruzione e falso. “Una preoccupazione che rende ancora più inaccettabile il comportamento di tutto il centrodestra ligure senza eccezioni, che continua a non dire una parola di presa di distanze e di riflessione non solo sulle modalità di gestione del potere da parte di Toti e sui rapporti malati con alcuni imprenditori, ma neppure sull’ombra dei voti delle mafie nelle elezioni regionali e comunali di Genova – sostiene Garibaldi – su questo non c’è stata una parola, neppure di forma né di preoccupazione da parte dei consiglieri e degli assessori del centrodestra, neppure nella seduta del consiglio regionale di martedì scorso dove peraltro due consiglieri eletti nella lista del Presidente Toti, Stefano Anzalone e Domenico Cianci, hanno comunicato di essere stati raggiunti da un avviso di garanzia collegato alla corruzione elettorale, aggravata da potenziali coinvolgimenti mafiosi, segnatamente di Cosa Nostra a Genova e della ‘ndrangheta con ramificazione a Genova e nel Tigullio. A questo – prosegue Garibaldi – non è seguito nessun atto concreto da parte del centrodestra. Per opportunità politica, Anzalone dovrebbe autosospendersi dalla Commissione antimafia regionale di cui è componente, e Cianci dimettersi da presidente della Commissione regionale Ambiente e Territorio. E dovrebbero farlo al più presto. C’è la credibilità di una istituzione da preservare dall’ombra delle infiltrazioni mafiose”