“Un errore rifiutare gli Sprar: nei Cas non si crea inclusione”

“Un errore rifiutare gli Sprar: nei Cas non si crea inclusione”
Un momento dell’incontro di ieri

Grande partecipazione, ieri sera, a Chiavari, al convegno su immigrazione e accoglienza: analizzata la situazione come è organizzata in Italia.

Grande partecipazione, ieri sera, all’auditorium San Francesco di Chiavari, per il convegno su immigrazione e accoglienza organizzato da diverse associazioni del territorio, con relatori i rappresentanti di Rete Comuni Solidali, Corridoi Umanitari e Medici Senza Frontiere. Giuseppe De Mola, Medici senza Frontiere, si è soffermato sulla differenza tra gli Sprar, formula in larga parte rifiutata dai Comuni del Tigullio, e i Cas, Centri assistenza straordinaria: “Negli Sprar – riferisce –  ci sono tutti i servizi per l’integrazione. In realtà in Italia posti negli Sprar non ci sono, per cui il tempo della richiesta di asilo viene trascorso nei Cas, senza servizi di inclusione, come scuola di lingua e formazione per il lavoro. In Italia sono nei Cas il 78% dei richiedenti, in Liguria, su 5.500 presenti, il 90%. Così, il sistema non produce inclusione sociale ma marginalità sociale. Gli stranieri escono dai cas, magari con il permesso di soggiorno, e la  situazione diventa come quella dell’ex villaggio olimpico di Torino, occupato da 1.300 persone”.