Un nuovo piano delle cave per la Liguria: vita commerciale per gli scarti dell’ardesia?

Il marciapiede in ardesia di Ferrada di Moconesi
Il marciapiede in ardesia di Ferrada di Moconesi
Il marciapiede in ardesia di Ferrada di Moconesi

L’assessore Scajola ha incontrato gli ardesiaci ad Orero. Uno degli argomenti da approfondire in questi mesi sarà il riutilizzo degli scarti, oltre alla gestione dei siti in dismissione. Intanto, meno costi per aprire o chiudere le cave.

La Regione Liguria elabora un nuovo piano delle cave, che sostituirà quello del 2000 e dovrebbe essere definitivamente approvato ad inizio 2018. In una ottica che è stata definita di condivisione, ieri, l’assessore Marco Scajola lo ha presentato a Orero, accompagnato dal consigliere Claudio Muzio e dai tecnici, alla platea degli ardesiaci della Fontanabuona. “L’obiettivo del Piano è quello di fornire un quadro normativo certo per l’ordinato svolgimento dell’attività estrattiva, nel più rigoroso rispetto dell’ambiente e del paesaggio”, dice Muzio. Si è parlato molto del recupero e riutilizzo delle cave dismesse, con opzioni turistico – archeominerario o anche di nuove attività produttive. Uno dei punti indicati dalla Regione diventa quello del riutilizzo degli scarti e, nella fase di elaborazione, si valuterà quali produzioni possano essere attivate con essi. Intanto, già approvate, in giunte, due delibere in materia: meno procedure ed oneri per la chiusura di un sito estrattivo e possibilità di stabilire cauzioni, per la loro apertura, inferiori ai 60mila euro che rappresentavano il minimo sinora in vigore.