Viveva a Genova la vittima della slavina del Monte Bue

Marco Corvisiero, 30 anni, era maestro di sci. E’ stato sorpreso dalla valanga durante un fuori pista. C’è una inchiesta.
Sarà l’inchiesta della Procura della Repubblica di Chiavari ad accertare se ci siano responsabilità nella morte di Marco Corvisiero, il trentenne con brevetto da maestro di sci travolto, ieri, attorno alle 13,20, da una slavina, sul Monte Bue, a Santo Stefano d’Aveto. L’uomo, con alcuni amici, aveva appena iniziato un fuori pista conosciuto e frequentato dalla gente del posto, affrontando la cosiddetta “pista bianca” che scende verso il Prato della Cipolla. L’abbondante nevicata delle ore precedenti, unita al forte vento, ha però provocato la valanga, che ha travolto l’uomo. Il trentenne, originario di Santa Margherita, adesso residente nella zona di Quarto, a Genova, è stato trovato solo attorno alle 16, dagli uomini del Soccorso Alpino, intevenuti sul posto. Era sepolto sotto la neve, che lo aveva tracinato verso valle. Aveva un minimo battito, ma era incosciente, vittima dell’ipotermia e anche di lesioni interne. Sono risultati inutili, i tentativi di rianimarlo attuati dai soccorritori e la morte è stata dichiarata attorno alle 19.
La giornata è stata segnata anche dall’incredibile incidente dell’elicottero dei vigili del fuoco, giunto al Prato della Cipolla ma protagonista di un atterraggio che poteva concludersi in maniera drammatica, dopo lo scontro delle pale contro gli alberi.






